Ich bin bei eine familie in London gegangen
(sono stato ospitato da una famiglia a Londra)
Apperò! Ci sarebbero state grandi sorprese se l’unica frase di senso compiuto in tedesco per trascorrere una settimana in Austria era quella.
Uno zainone sulle spalle e tanta voglia di stare con loro era ciò che serviva. E a me, di certo, quelle cose non mancavano.
Rispolverato un po’ il mio inglese (cosa che non mi è dispiaciuta affatto) tra un ennesimo thanks e un continuo danche schon, ripetevamo “zu zelten” per le nostre piccole tende da piantare e per le nostre membra da riposare.
La soddisfazione di girare attorno ad un lago è grande. Un lago tra i più puliti in Europa, nemmeno tanto freddo, temprava il nostro fisico e ci toglieva quella naturale stanchezza dovuta a quelle ore di cammino e ad un sole caldo. Poi, aneddoti a non finire (come potrebbero mancare!?!) hanno contribuito a mettere altro pepe nella nostra avventura: un treno non prenotato, Fiorello che rivendica il suo territorio di prima mattina e fa segno di chiamare al cellulare chissà chi, i masSASSI, una sveglia sempre più mattiniera, …
Ognuna di queste esperienze è diversa dalle precedenti. E il tentativo di paragone più aver senso solo fino ad un certo punto, perché ognuna ha le sue particolarità.
Cambiano soprattutto i partecipanti, non solo in numero.
Ogni giorno impari a conoscere meglio il tuo compagno di viaggio e pure te stesso, con i tuoi limiti e i tuoi punti di forza che, aggiunti a quelli degli altri, ti permettono di conquistare la cima.
Indubbia è la mia gratitudine per ognuno di questi viaggiatori, ma necessario è un pensiero particolare verso chi ha saputo rendere meno pesante lo zaino di chi aveva accanto e chi ha liberato la propria strada da alcuni massi.
A voi che fino in fondo ancora non vi siete resi conto di quale grande e bella cosa avete fatto vanno i miei complimenti.
Route, magistra vitae.
sabato 26 luglio 2008
mercoledì 16 luglio 2008
Idro = acqua
Maledetto quel giorno che ho detto che questo fine settimana sarebbe stato quello giusto per inaugurare la stagione dei bagni. Sì, tuffi in acqua intendo.
L’idea nasce dal fatto che ogni volta che vedo i miei ragazzi mi sento una pallina al cocco in mezzo a tanti cioccolatini (tanto per usare una “dolce” metafora, che qualche musa ispiratrice ha scelto per me). E ormai almeno una sguazzata l’han fatta tutti: del resto siamo a metà luglio e, senza pretendere di arrivare al mare, Brescia è circondata da laghi che si possono raggiungere con poco. Così, anch’io pensavo che questa fosse la volta buona. I libri non mi avrebbero impedito di fare un tuffo, fosse stato anche un bagno in piena notte, che con questo caldo non mi avrebbe dato fastidio. Anche se le previsioni non promettevano bene.
Infatti…
Grandine e temporali in quel di Idro, dove mi ero rifugiata per unire l’utile al dilettevole.
E se l’utile era chiaro che non sarebbe mancato (non poteva mancare!) il dilettevole aveva tutte le carte per non esserci.
Il tuffo tanto atteso nel fine settimana non c’è stato, ma una coppia di ciclisti (in potenza e non in atto) ha reso le pagine dei miei libri un po’ più facili da sfogliare e quel tanto atteso tuffo solo un pensiero e non un rimpianto.
Idro significa acqua. Tutta quella pioggia di un solo giorno dopo settimane di sole.
Maledetta etimologia della parola, c’ha sempre ragione!
p.s. questo il link per comporre la vostra faccina, simpaticamente senza pretendere di essere identici: http://www.faceyourmanga.com/welcome.htm
L’idea nasce dal fatto che ogni volta che vedo i miei ragazzi mi sento una pallina al cocco in mezzo a tanti cioccolatini (tanto per usare una “dolce” metafora, che qualche musa ispiratrice ha scelto per me). E ormai almeno una sguazzata l’han fatta tutti: del resto siamo a metà luglio e, senza pretendere di arrivare al mare, Brescia è circondata da laghi che si possono raggiungere con poco. Così, anch’io pensavo che questa fosse la volta buona. I libri non mi avrebbero impedito di fare un tuffo, fosse stato anche un bagno in piena notte, che con questo caldo non mi avrebbe dato fastidio. Anche se le previsioni non promettevano bene.
Infatti…
Grandine e temporali in quel di Idro, dove mi ero rifugiata per unire l’utile al dilettevole.
E se l’utile era chiaro che non sarebbe mancato (non poteva mancare!) il dilettevole aveva tutte le carte per non esserci.
Il tuffo tanto atteso nel fine settimana non c’è stato, ma una coppia di ciclisti (in potenza e non in atto) ha reso le pagine dei miei libri un po’ più facili da sfogliare e quel tanto atteso tuffo solo un pensiero e non un rimpianto.
Idro significa acqua. Tutta quella pioggia di un solo giorno dopo settimane di sole.
Maledetta etimologia della parola, c’ha sempre ragione!
p.s. questo il link per comporre la vostra faccina, simpaticamente senza pretendere di essere identici: http://www.faceyourmanga.com/welcome.htm
venerdì 11 luglio 2008
Venerdì: pesce!
Smorziamo subito i toni romantico-idilliaci dei primi post e passiamo a qualcosa di meno impegnativo e comunque decisamente gradito…al palato!
Sia benedetta la tradizione del giorno di magro digiuno, che in casa mia si mantiene per tutto l’anno. Come ci spiegherebbe molto meglio di me Pino, in verità anche questa è una di quelle cose che rientrano nell’idea sbagliata di buon cristiano e che prima di sradicarla ci vorrà un bel po’ di tempo. Non mi dilungherò certo nella spiegazione adesso, non qui.
Sta di fatto che io mi appello con piacere a questa sbagliatissima pratica per assicurarmi almeno un pasto a settimana in cui primeggia il pesce.
La realtà è che spesso in casa, visto che di amanti di pesce non ce ne sono, si cerca di sostituirlo con dei surrogati (come le scatolette di tonno: buonissime, ma, per carità, non chiamiamolo pesce. Volete mettere calamari e aragoste?) o con qualcosa di formaggioso.
Sanissimo e buonissimo alimento della dieta mediterranea, ha una sola pecca: costa un orrore!
Qualcuno direbbe “beh, anche l’odore non è proprio il massimo della vita”. Mmmh, io parlerei di profumo. E poi non è vero, dipende anche dal tipo di cottura, dal piatto che si vuol cucinare. Su, non mi costringerete a cambiare idea: al vapore, fritto o sulla pizza rimane comunque buono. E fa bene!
Fish & chips a Londra al posto di un trancio di pizza a Roma. Di sicuro se andrò in Inghilterra non sarà per quello, ma ricordo ancora l’acquolina quando la mia insegnante di inglese ne parlava. E poi, come dimenticare la scorpacciata in quel di Rodi: 10 giorni di mare, 10 giorni di pesce, fresco di giornata. Il pesce è per le serate speciali, quelle che richiedono un tocco in più anche a tavola.
Direte: “tutta ‘ste poesia per un po’ di pesce”. Semplicemente a me piace tanto.
Al banchetto del pesce c’è sempre gente che aspetta di acquistarne un po’, eppure son ben cosciente che poche persone lo adorino. Ma, un consiglio, attenti a disprezzarlo ora, qualcuno potrebbe sempre riuscire a farvi cambiare idea in futuro …non è poi così difficile!
Sia benedetta la tradizione del giorno di magro digiuno, che in casa mia si mantiene per tutto l’anno. Come ci spiegherebbe molto meglio di me Pino, in verità anche questa è una di quelle cose che rientrano nell’idea sbagliata di buon cristiano e che prima di sradicarla ci vorrà un bel po’ di tempo. Non mi dilungherò certo nella spiegazione adesso, non qui.
Sta di fatto che io mi appello con piacere a questa sbagliatissima pratica per assicurarmi almeno un pasto a settimana in cui primeggia il pesce.
La realtà è che spesso in casa, visto che di amanti di pesce non ce ne sono, si cerca di sostituirlo con dei surrogati (come le scatolette di tonno: buonissime, ma, per carità, non chiamiamolo pesce. Volete mettere calamari e aragoste?) o con qualcosa di formaggioso.
Sanissimo e buonissimo alimento della dieta mediterranea, ha una sola pecca: costa un orrore!
Qualcuno direbbe “beh, anche l’odore non è proprio il massimo della vita”. Mmmh, io parlerei di profumo. E poi non è vero, dipende anche dal tipo di cottura, dal piatto che si vuol cucinare. Su, non mi costringerete a cambiare idea: al vapore, fritto o sulla pizza rimane comunque buono. E fa bene!
Fish & chips a Londra al posto di un trancio di pizza a Roma. Di sicuro se andrò in Inghilterra non sarà per quello, ma ricordo ancora l’acquolina quando la mia insegnante di inglese ne parlava. E poi, come dimenticare la scorpacciata in quel di Rodi: 10 giorni di mare, 10 giorni di pesce, fresco di giornata. Il pesce è per le serate speciali, quelle che richiedono un tocco in più anche a tavola.
Direte: “tutta ‘ste poesia per un po’ di pesce”. Semplicemente a me piace tanto.
Al banchetto del pesce c’è sempre gente che aspetta di acquistarne un po’, eppure son ben cosciente che poche persone lo adorino. Ma, un consiglio, attenti a disprezzarlo ora, qualcuno potrebbe sempre riuscire a farvi cambiare idea in futuro …non è poi così difficile!
martedì 8 luglio 2008
Smile and smile again!
- vorrei, come lei, essere così serena, così sorridente
- già lo sei, non smettere di sorridere
Una mail piacevole la sua, quella che poco fa ho ricevuto. Un pensiero che mi ha fatto ricordare un’esperienza indimenticabile, con episodi che meritano di essere ricordati. Da tenere in quel cassetto che sarebbe il caso di aprire quando l’umore non è proprio alle stelle…
…non ho ancora capito se il mio Grande Fratello di quei giorni fosse lui o meno, ero lì per ben altro in quella settimana. Eppure, GF o no, sta di fatto che le sue parole non me le dimenticherò tanto in fretta. Qualcosa in me ha fatto in modo che i suoi occhi, e quelli di tanti, si girassero su quel sorriso. E io che nemmeno ricordavo di averlo!
Ho cominciato a pensare che, davvero, era tanto che non lo sfoggiavo: ci vuole così poco per perderlo e così tanto per mantenerlo!
Quando si torna sulla terra, nel mondo reale, è difficile poi essere sempre come quei giorni, soprattutto se ormai la gente ti conosce anche per altro, magari l’opposto di quel che sei o vorresti essere. Quanto è vero! Ma la sola idea che qualcuno ha saputo vedere in te anche questo, ti carica come non mai.
Julia Roberts, il sorriso più bello del mondo. Qualcuno crede che la sua bocca sia un po’ troppo larga. Ma che importa se poi è capace di sorridere così spesso e volentieri. Come potremmo dimenticare il suo sorriso in Notting Hill, in quei brevi istanti che seguono l’”indefinitely” pronunciato in risposta a Tucker, il suo “giornalista”: lì c’è un sorriso e molto di più.
Sorridere non è allargare la bocca e far vedere i denti perfettamente in linea e per nulla cariati: quanto è difficile trovarli! Se così non fosse, la Mentadent avrebbe l’imbarazzo della scelta per i suoi soggetti pubblicitari e non dovrebbe ricorrere a strane magie informatiche per nascondere le imperfezioni e mostrare uno smalto bianco come non mai.
Sorridere è qualcosa di più, molto di più.
Se sorridi, sarai più avvicinabile, perché più facile sarà stare in tua compagnia.
Un sorriso fa fare il doppio di strada di un brontolio, diceva il buon vecchio B.P. …e aveva ragione! Anche se le cose non vanno come vorresti, anche se i motivi per non essere al massimo sono davvero tanti, val la pena di sforzarsi di sorridere, per se stessi e per chi ci sta attorno.
- già lo sei, non smettere di sorridere
Una mail piacevole la sua, quella che poco fa ho ricevuto. Un pensiero che mi ha fatto ricordare un’esperienza indimenticabile, con episodi che meritano di essere ricordati. Da tenere in quel cassetto che sarebbe il caso di aprire quando l’umore non è proprio alle stelle…
…non ho ancora capito se il mio Grande Fratello di quei giorni fosse lui o meno, ero lì per ben altro in quella settimana. Eppure, GF o no, sta di fatto che le sue parole non me le dimenticherò tanto in fretta. Qualcosa in me ha fatto in modo che i suoi occhi, e quelli di tanti, si girassero su quel sorriso. E io che nemmeno ricordavo di averlo!
Ho cominciato a pensare che, davvero, era tanto che non lo sfoggiavo: ci vuole così poco per perderlo e così tanto per mantenerlo!
Quando si torna sulla terra, nel mondo reale, è difficile poi essere sempre come quei giorni, soprattutto se ormai la gente ti conosce anche per altro, magari l’opposto di quel che sei o vorresti essere. Quanto è vero! Ma la sola idea che qualcuno ha saputo vedere in te anche questo, ti carica come non mai.
Julia Roberts, il sorriso più bello del mondo. Qualcuno crede che la sua bocca sia un po’ troppo larga. Ma che importa se poi è capace di sorridere così spesso e volentieri. Come potremmo dimenticare il suo sorriso in Notting Hill, in quei brevi istanti che seguono l’”indefinitely” pronunciato in risposta a Tucker, il suo “giornalista”: lì c’è un sorriso e molto di più.
Sorridere non è allargare la bocca e far vedere i denti perfettamente in linea e per nulla cariati: quanto è difficile trovarli! Se così non fosse, la Mentadent avrebbe l’imbarazzo della scelta per i suoi soggetti pubblicitari e non dovrebbe ricorrere a strane magie informatiche per nascondere le imperfezioni e mostrare uno smalto bianco come non mai.
Sorridere è qualcosa di più, molto di più.
Se sorridi, sarai più avvicinabile, perché più facile sarà stare in tua compagnia.
Un sorriso fa fare il doppio di strada di un brontolio, diceva il buon vecchio B.P. …e aveva ragione! Anche se le cose non vanno come vorresti, anche se i motivi per non essere al massimo sono davvero tanti, val la pena di sforzarsi di sorridere, per se stessi e per chi ci sta attorno.
sabato 5 luglio 2008
La semplicità
la semplicità, la semplicità
nelle cose che ami
per le cose che ami
A volte si cerca sempre la serata eccezionale, la giornata speciale. E magari, proprio per paura che tutto non vada come abbiamo pianificato, si rischia di rovinare il momento… se già l’occasione non è saltata per un imprevisto (e, credetemi, non è così raro accada), ovviamente.
Ed è così che spesso ci preoccupiamo di curare la situazione piuttosto che il nostro essere una buona compagnia.
Non andiamo a cercare la luna, non sempre almeno. Rischieremmo di usare tanto tempo per raggiungerla perdendo una miriade di attimi più brevi per far qualcosa di più semplice e più efficace.
E allora, non mi resta che ringraziare per quel caffé di prima mattina, quando ancora il paese sonnecchia, per quei 15 minuti che ti lasciano la carica giusta per affrontare una giornata intensa: sono la traccia della semplicità.
nelle cose che ami
per le cose che ami
A volte si cerca sempre la serata eccezionale, la giornata speciale. E magari, proprio per paura che tutto non vada come abbiamo pianificato, si rischia di rovinare il momento… se già l’occasione non è saltata per un imprevisto (e, credetemi, non è così raro accada), ovviamente.
Ed è così che spesso ci preoccupiamo di curare la situazione piuttosto che il nostro essere una buona compagnia.
Non andiamo a cercare la luna, non sempre almeno. Rischieremmo di usare tanto tempo per raggiungerla perdendo una miriade di attimi più brevi per far qualcosa di più semplice e più efficace.
E allora, non mi resta che ringraziare per quel caffé di prima mattina, quando ancora il paese sonnecchia, per quei 15 minuti che ti lasciano la carica giusta per affrontare una giornata intensa: sono la traccia della semplicità.
venerdì 4 luglio 2008
Per chi...
È ora di iniziare a scrivere,
per chi crede che quando scrivo, qualcosa di sensato lo dico…
per chi ha voglia di leggere…
per chi si imbatte per caso in questo spazio…
per chi un po’ meno per caso desidera venirci…
ma soprattutto per chi a questo spazio ci tiene forse più di me e a mia insaputa ha aperto questo blog.
Senza pretese, senza idee geniali, che abbia inizio l’avventura!
per chi crede che quando scrivo, qualcosa di sensato lo dico…
per chi ha voglia di leggere…
per chi si imbatte per caso in questo spazio…
per chi un po’ meno per caso desidera venirci…
ma soprattutto per chi a questo spazio ci tiene forse più di me e a mia insaputa ha aperto questo blog.
Senza pretese, senza idee geniali, che abbia inizio l’avventura!
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