lunedì 25 agosto 2008

Raccomandàti

Quelli che ti passano davanti in coda perché “loro possono”,
quelli che ti soffiano il lavoro perché “loro conoscono”


Sono i raccomandati, con la “R” maiuscola. Quelli che non sopportiamo ma che alla fine vorremmo essere.
Ma è del raccomandato che c’è in noi su cui mi voglio soffermare. E ce n’è un po’ in tutti, ne son sicura.
Nasce quando inizi a renderti conto che quel che ti capita è legato ai giusti appigli che hai saputo sfruttare, ma non si tratta di rubare il posto nella fila a nessuno. Non si tratta di ottenere un qualcosa facendo torto ad altri. È ciò che non ti meriti ma che ti arriva come un “di più”. E tante volte è un “di più” davvero abbondante.
È vivere una cosa, guardarti indietro e dire “ma pensa un po’, chi se lo sarebbe mai aspettato? Se l’avessi programmato non sarebbe stato così bello”.
Non credo che il merito di queste cose vada alle situazioni, alle coincidenze.
Va alle persone.
Quelle che ti conoscono e ti fanno la proposta, quelle che la vivono con te.
Quelle che, più adulte, apprezzano come te certe cose e chi, più piccino, nemmeno capisce a fondo la fortuna di vivere questa realtà.
Sono più fumosa del solito, nel dire che davvero guardo a questa estate con occhi più consapevoli di tante esperienze inaspettate che ho vissuto, di tanti incontri che mi hanno fatto avvicinare a chi così vicino non l’ho sentito mai.

Il rientro in un autunno caldo (cap. 2, pag. 41. Ah! ah!) è già avvenuto, con tutte le conseguenze del caso, ma senza dimenticare quest’estate da raccomandata.

venerdì 1 agosto 2008

The blue bird

Molti … attendono con impazienza le loro ferie, come l’unico tempo in cui potranno trascorrere momenti felici. Troppo spesso quando le vacanze arrivano, piove, fa freddo e si è a letto con l’influenza: i tanto desiderati divertimenti se ne vanno così in fumo.
(B.P. La strada verso il successo)

È solo una delle mille citazioni che ogni suo libro mi permetterebbe di fare, una per ogni riga. Quindi mi scuso se la sua sigla comparirà non una sola volta tra i miei interventi. Del resto, credo che a nessuno faccia male sentire qualche sua perla di saggezza, a te che sei all’inizio del cammino o che, ben più avanti, cerchi un degno traguardo.

Così, in tempo di vacanze per tutti, mentre vedo, uno ad uno, amici e parenti fare le valigie e lasciare il paese, penso a quanto anche a me capita di aspettare quella settimana perfetta, che poi perfetta non lo è mai.
Grazie a qualche buon esempio, imparo che le vere vacanze non sono quelle che ti portano necessariamente a prendere un aereo per raggiungere posti idilliaci o a far fuor il patrimonio di mesi e mesi di lavoro. Sono quelle che ti permettono di riposare davvero, di rilassare la mente e anche di fare alcune cosette che durante l’anno limiti, perché le troppe serate impegnate non ti consentono di fare: vedere gli amici una volta di più, anche quelli che non vedi da tanto. Due chiacchiere in giardino, un gelato, una pizza, una grigliata al lago …
Giorni di ferie non calcolati nel planning 2008. Una settimana imprevista, con tante visite inaspettate, tante uscite desiderate e un po’ di sano relax. E sono veramente contenta di questo, soddisfatta di averli trascorsi così.
Nonostante questo, non smetto di sperare che la mia settimana programmata, quando arriverà, possa essere perfetta, con tanto sole e onde da favola. È l’augurio anche per chi è da poco partito o aspetta trepidante la partenza.

Ma ricorda: l’uccello azzurro della felicità è più vicino di quanto tu creda.