Ognuno è unico nel suo genere, ha le sue peculiarità e i suoi ritmi. E sulla base di questi costruisce la sua persona e la sua vita, pure. E c’aveva ragione il buon Appio Claudio Cieco quando diceva che ogni uomo è artefice del suo destino (alla faccia degli umanisti…io questa citazione sulla pagina del mio libro di latino la ricordo ancora!).
Ma che fare quando cose tue stanno nelle mani di altri?
Per un qualche motivo trovi sempre sulla tua strada la sig. burocrazia che come un bradipo sembra non darti mai soddisfazione di sapere una cosa per tempo. Sembra che si diverta a tenerti sulle spine fino all’ultimo.
E così capita che vivi intere giornate in cui non puoi far niente perché tutte le vie ti vengono bloccate. Poi, quando si muovono anche i burocrati – che in realtà non sono altro che funzionari pagati per fare il loro lavoro e non per starsene allo sportello a rispondere “il nulla” – ti accorgi che di tempo ne è rimasto davvero poco e le corse toccano sempre a te.
Ma, signori burocrati, non vi sentite mai in colpa?
Non vi si chiede la luna, vi basterebbe così poco…
basta poco
per essere intolleranti
basta poco
basta esser solo un po' ignoranti
basta poco
mercoledì 29 ottobre 2008
giovedì 23 ottobre 2008
Human being
Quando vai al cinema e ti addormenti…
quando ordini una portata al ristorante e ne lasci nel piatto almeno metà…
quando compri un cd e non hai il lettore per ascoltarlo…
In queste occasioni la domanda sorge spontanea a tutti noi: che lo fai a fare?
Sì, di fronte a queste evidenti situazioni sono certa di trovare pareri poco discordanti, tutti (quasi tutti, lasciamo sempre il beneficio del dubbio) ci domanderemmo il perchè.
Ma allora mi chiedo, come mai, invece, la pensiamo diversamente quando si tratta di valutare quei comportamenti che dovremmo tenere in compagnia di altre persone. Perché è evidente che i pareri siano diversi, altrimenti non vedrei certe parti che di umano han ben poco.
Son io la prima a dire che la giornata storta c’è per tutti: brutti pensieri in testa, il moroso che ti fa storie, il litigio con l’amica, i soldi nel portafoglio che mancano sempre. Non sempre puoi fare il jolly della situazione e spesso il tuo entusiasmo non è alla stelle.
Detto questo, nessuna situazione spiacevole che si vive nel proprio mondo ha mai impedito a qualcuno di salutare chi ha attorno, ha mai ostacolato un comunissimo e umanissimo dialogo.
Proprio perché c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, se le corde vocali son talmente aggrovigliate da non permettere l’emissione di un suono, se la propria spina dorsale è più storta del previsto e non si riesce a mantenere un atteggiamento che già l’homo erectus aveva raggiunto…Beh! Una soluzione, drastica quanto geniale, c’è: state nel lettuccio caldo a riposare. Lì di certo non vi ritroverete a spendere soldi che non avreste voluto, non conterete i minuti che mancano all’ora X.
quando ordini una portata al ristorante e ne lasci nel piatto almeno metà…
quando compri un cd e non hai il lettore per ascoltarlo…
In queste occasioni la domanda sorge spontanea a tutti noi: che lo fai a fare?
Sì, di fronte a queste evidenti situazioni sono certa di trovare pareri poco discordanti, tutti (quasi tutti, lasciamo sempre il beneficio del dubbio) ci domanderemmo il perchè.
Ma allora mi chiedo, come mai, invece, la pensiamo diversamente quando si tratta di valutare quei comportamenti che dovremmo tenere in compagnia di altre persone. Perché è evidente che i pareri siano diversi, altrimenti non vedrei certe parti che di umano han ben poco.
Son io la prima a dire che la giornata storta c’è per tutti: brutti pensieri in testa, il moroso che ti fa storie, il litigio con l’amica, i soldi nel portafoglio che mancano sempre. Non sempre puoi fare il jolly della situazione e spesso il tuo entusiasmo non è alla stelle.
Detto questo, nessuna situazione spiacevole che si vive nel proprio mondo ha mai impedito a qualcuno di salutare chi ha attorno, ha mai ostacolato un comunissimo e umanissimo dialogo.
Proprio perché c’è sempre l’eccezione che conferma la regola, se le corde vocali son talmente aggrovigliate da non permettere l’emissione di un suono, se la propria spina dorsale è più storta del previsto e non si riesce a mantenere un atteggiamento che già l’homo erectus aveva raggiunto…Beh! Una soluzione, drastica quanto geniale, c’è: state nel lettuccio caldo a riposare. Lì di certo non vi ritroverete a spendere soldi che non avreste voluto, non conterete i minuti che mancano all’ora X.
lunedì 13 ottobre 2008
Go kart, go!
Un piccolo pensiero per quel che è stato il breve ma intenso esperimento di mettermi alla guida di un kart e gareggiare quasi “come quelli seri”.
Casco in testa e giubbino in pelle, che è quel tocco personale che mi fa tornare ai pensieri della mia adolescenza. Quando sognavo di essere in sella ad uno di quei centauri delle due ruote anche se avevo una paura matta quando me li vedevo sfrecciare in parte sulle strade; bei ricordi di quando puntavo ad assomigliare a tipi che però avrei avuto troppa vergogna di imitare.
Di qua dal vetro ti sembra vadano così veloci da rischiare lo schianto ad ogni curva. In pista le attenzioni che poni da spettatore scompaiono.
Nessuna marcia da cambiare, nessuna preoccupazione di urtare altri kart: non sono autoscontri ma nemmeno macchine la cui riparazione ti costa un occhio della testa.
Solo la voglia di schiacciare l’acceleratore nei rettilinei e prendere le curve in velocità.
E dopo la prima volta, si punta a migliorare il proprio risultato: sotto i 35 secondi a giro dovrei farcela anche io!
Casco in testa e giubbino in pelle, che è quel tocco personale che mi fa tornare ai pensieri della mia adolescenza. Quando sognavo di essere in sella ad uno di quei centauri delle due ruote anche se avevo una paura matta quando me li vedevo sfrecciare in parte sulle strade; bei ricordi di quando puntavo ad assomigliare a tipi che però avrei avuto troppa vergogna di imitare.
Di qua dal vetro ti sembra vadano così veloci da rischiare lo schianto ad ogni curva. In pista le attenzioni che poni da spettatore scompaiono.
Nessuna marcia da cambiare, nessuna preoccupazione di urtare altri kart: non sono autoscontri ma nemmeno macchine la cui riparazione ti costa un occhio della testa.
Solo la voglia di schiacciare l’acceleratore nei rettilinei e prendere le curve in velocità.
E dopo la prima volta, si punta a migliorare il proprio risultato: sotto i 35 secondi a giro dovrei farcela anche io!
lunedì 6 ottobre 2008
Nostalgia canaglia
Nostalgia, nostalgia canaglia
di una strada, di un amico, di un bar
Finisce così anche una splendida due-giorni di festeggiamenti meritatissimi; finisce così, con la nostalgia con cui erano iniziati. La voglia di questi due giorni giustificava tante mie pause, “il dovere può aspettare”, mi dicevo. Ed in fondo era vero.
Ma quando tutto passa, non ci sono scuse che reggano eventuali altri tentennamenti: sotto di lena con la vita di tutti i giorni!
Più gli eventi sono eccezionali e le esperienze significative e vissute con intensità, più difficile è il ritorno alla realtà. Realtà che spesso tanto male non è, ma è la normalità, e questo non sembra bastare.
Così succede per i grandi pranzi importanti, per le vacanze settimanali e gli weekend dove tutto fila liscio. Succede quando ti ritrovi in un posto più bello di come l’avevi immaginato ma che è troppo lontano da raggiungere tutti i giorni, succede per un incontro inaspettato.
Come è contorto l’animo umano! Fa sempre di tutto per rovinarsi i bei momenti e impedire che di goderseli in tutta la loro durata: le danze si aprono con la tristezza di sapere che il bello prima o poi finirà e si chiudono con la certezza che le danze sono veramente finite.
Se solo riuscissimo a pensare un po’ di più a quel che ci sta in mezzo!
Nostalgia, nostalgia canaglia
che ti prende proprio quando non vuoi
di una strada, di un amico, di un bar
Finisce così anche una splendida due-giorni di festeggiamenti meritatissimi; finisce così, con la nostalgia con cui erano iniziati. La voglia di questi due giorni giustificava tante mie pause, “il dovere può aspettare”, mi dicevo. Ed in fondo era vero.
Ma quando tutto passa, non ci sono scuse che reggano eventuali altri tentennamenti: sotto di lena con la vita di tutti i giorni!
Più gli eventi sono eccezionali e le esperienze significative e vissute con intensità, più difficile è il ritorno alla realtà. Realtà che spesso tanto male non è, ma è la normalità, e questo non sembra bastare.
Così succede per i grandi pranzi importanti, per le vacanze settimanali e gli weekend dove tutto fila liscio. Succede quando ti ritrovi in un posto più bello di come l’avevi immaginato ma che è troppo lontano da raggiungere tutti i giorni, succede per un incontro inaspettato.
Come è contorto l’animo umano! Fa sempre di tutto per rovinarsi i bei momenti e impedire che di goderseli in tutta la loro durata: le danze si aprono con la tristezza di sapere che il bello prima o poi finirà e si chiudono con la certezza che le danze sono veramente finite.
Se solo riuscissimo a pensare un po’ di più a quel che ci sta in mezzo!
Nostalgia, nostalgia canaglia
che ti prende proprio quando non vuoi
mercoledì 1 ottobre 2008
Per lei, son speciale io
Lei pensa che in fondo sia dolce
però all'occorrenza so anche esser forte
per lei son speciale io
Questo giorno sarebbe arrivato, sì, ne ero certa, ma non sapevo quando né come. Ma sarebbe arrivato.
Tanti non hanno la fortuna di vedere quel che io posso di te, quella forza che nascondi. Non molli mai.
E non gliene frega niente, anche se sa perfettamente
che io non sarò mai un santo o giù di lì
Non è il voto, non è la materia, non è il livello che raggiungi che fan di te uno al pari o più degli altri. Non è il voto, non è la materia che ti renderanno qualcuno ai miei occhi.
La passione e il modo in cui dici le cose, come hai tenuto testa in quell’aula. Io sapevo che avresti fatto stato così, altri lo sospettavano, alcuni ne hanno avuto la conferma, proprio ieri.
Per lei, io riesco a esser grande
anche quando mi perdo tra le mie domande
per lei son speciale io
Anche quando ti perdi tra domande che ti fan dubitare di esserlo, te lo ribadisco…
Per lei son speciale io.
però all'occorrenza so anche esser forte
per lei son speciale io
Questo giorno sarebbe arrivato, sì, ne ero certa, ma non sapevo quando né come. Ma sarebbe arrivato.
Tanti non hanno la fortuna di vedere quel che io posso di te, quella forza che nascondi. Non molli mai.
E non gliene frega niente, anche se sa perfettamente
che io non sarò mai un santo o giù di lì
Non è il voto, non è la materia, non è il livello che raggiungi che fan di te uno al pari o più degli altri. Non è il voto, non è la materia che ti renderanno qualcuno ai miei occhi.
La passione e il modo in cui dici le cose, come hai tenuto testa in quell’aula. Io sapevo che avresti fatto stato così, altri lo sospettavano, alcuni ne hanno avuto la conferma, proprio ieri.
Per lei, io riesco a esser grande
anche quando mi perdo tra le mie domande
per lei son speciale io
Anche quando ti perdi tra domande che ti fan dubitare di esserlo, te lo ribadisco…
Per lei son speciale io.
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