È la frase più ricorrente degli ultimi tempi. Me lo son sentita dire molto spesso ultimamente da chi è sempre stato abituato a venirmi a trovare più volte al giorno. Succede ogni volta che la propria giornata ha forti cambiamenti: dagli orari sconquassati dell’università a lavorativi, che di regolare al momento han ben poco, ma di certo ti portano a sparire per la giornata intera; dagli automatismi delle scuole superiori ancora all’università.
Certo ora è davvero più evidente, perché ci sono anche gli impegni serali, per i quali la settimana è fatta ancora di 7 giorni… eppure sembra che non ce ne siano mai abbastanza di sere per gestirli tutti.
Ci sei ancora?
Anche la mia testa ha mille pensieri, mille cose da fare e disfare, e anche quando sembra che io lì, come una volta, intenta sui miei fogli, in realtà in ben altri mondi.
Ci sei ancora?
Spiace sentirli fare questa domanda ma, si sa, ogni situazione porta ad avere tempi diversi, specialmente con gli studi, e chi non ha mai provato fa fatica a percepire e ad abituarsi.
Spiace, perché non vorrei sembrare quella che sfugge, ma succede.
E quando me ne andrò, non sparirò tanto lontano, ma sarà un altro cambiamento che porterà a chiedersi ancora più frequentemente ci sei ancora?
sabato 21 marzo 2009
sabato 7 marzo 2009
Domeniche aperitivo
Lascio ancora volentieri ai bauscia l’appuntamento nei bar del centro per l’aperitivo: non ho questa abitudine e non bramo per averla.
Ma confesso che è da qualche domenica, consecutiva peraltro, che trovo occasioni ottimali per passare la mattinata in modo molto piacevole, prima del pranzo della festa. Una sorta di aperitivo figurato nel mio bel paesello, per il quale non ho più occasione di passare nemmeno con l’autobus.
Il giro in bici o un cappuccino caldo, seduti ad un tavolino, diventano un’occasione per fare due chiacchiere, per ascoltare, per conoscere qualcosa di più di quell’animo adolescenziale tanto complicato quanto sorprendente.
Il valore si trova dove la realtà cessa di essere indifferente, dove qualcosa richiama o suscita il nostro interesse: questo richiamo è emotivo, ogni valore si presenta calato in un sentimento. (Oliver Reboul)
E allora ben vengano gli aperitivi se sono così arricchenti, se mi permettono ancora di trovare del tempo per incontri così preziosi. Se mi fanno credere che si può ancora trovare ritagli di tempo, oltre il lavoro e i mille impegni.
(...)
Ancora una volta voli pindarici tra le citazioni e quel che voglio dire… ma tutto dev’esservi detto, non tutto dev’esservi chiaro.
Ma confesso che è da qualche domenica, consecutiva peraltro, che trovo occasioni ottimali per passare la mattinata in modo molto piacevole, prima del pranzo della festa. Una sorta di aperitivo figurato nel mio bel paesello, per il quale non ho più occasione di passare nemmeno con l’autobus.
Il giro in bici o un cappuccino caldo, seduti ad un tavolino, diventano un’occasione per fare due chiacchiere, per ascoltare, per conoscere qualcosa di più di quell’animo adolescenziale tanto complicato quanto sorprendente.
Il valore si trova dove la realtà cessa di essere indifferente, dove qualcosa richiama o suscita il nostro interesse: questo richiamo è emotivo, ogni valore si presenta calato in un sentimento. (Oliver Reboul)
E allora ben vengano gli aperitivi se sono così arricchenti, se mi permettono ancora di trovare del tempo per incontri così preziosi. Se mi fanno credere che si può ancora trovare ritagli di tempo, oltre il lavoro e i mille impegni.
(...)
Ancora una volta voli pindarici tra le citazioni e quel che voglio dire… ma tutto dev’esservi detto, non tutto dev’esservi chiaro.
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