Mi capita spesso di dirlo, ultimamente. Ma non per presunzione di sapere di più di certe cose, quanto perché mi sorprendo sempre di come poco si possa apprendere, di quelle regole non scritte ma quasi scontate, se nessuno almeno una volta in tenera età te le ha dette.
Ormai è tardi.
Non mettiamo limite all’età di apprendimento, ma già a 20 anni siamo portati a credere e a far credere di aver incamerato, nella nostra testolina, a sufficienza per i nostri gusti. E così la gente si fa riguardo a dirti cosa dovresti e cosa potresti: e nemmeno tu sei tanto agile da vedere oltre il mondo fin qui conosciuto.
Come si fa a non vedere che in parte a te c’è qualcuno che ha 5 volte i tuoi anni e che sta faticando mentre tu riempi la stanza solo e unicamente di suoni?
Come si fa a non vedere che se ti interrompessi un attimo con le tue chiacchiere qualcuno potrebbe intervenire e dire la sua?
Ma porco cane!
Il nostro solo e unico IO stanca. Spesso stanca.
Si impara da piccoli a diventare grandi
sabato 31 ottobre 2009
giovedì 15 ottobre 2009
Solo una ragazzina
Anche nel mondo del lavoro, scegliere di dire la verità, impegnarsi per fare il meglio. Non solo per ottenere lo stipendio a fine mese.
Ho sempre creduto che fosse giusto così, fosse la strada più dritta e la sola possibile.
Slam!
Cosa di più ovvio che perseguire la giustizia, agire con coerenza e parlare con sincerità, anche nel mondo del lavoro?
Slam!
Un altro schiaffo morale,
un’altra porta che ti si sbatte sul naso.
E tu ti accorgi che per quanto hai ragione, per quanto ci sono cose che sono giuste perché è ovvio che lo siano, corrette perché è ovvio che lo siano, non è così scontato che la gente le scelga.
Come una ragazzina insisti per sostenere la tua giusta teoria, in un mondo di adulti che forse ha dimenticato che certe cose sarebbe bene non scordarle mai.
E alzi la tua voce di speranza ma dietro di te non senti quel coro che ti aspettavi.
E gridi ancora più forte, ma dietro di te nemmeno l’eco di un pensiero che rischia di rimanere solo quello di una ragazzina quale sei.
Ho sempre creduto che fosse giusto così, fosse la strada più dritta e la sola possibile.
Slam!
Cosa di più ovvio che perseguire la giustizia, agire con coerenza e parlare con sincerità, anche nel mondo del lavoro?
Slam!
Un altro schiaffo morale,
un’altra porta che ti si sbatte sul naso.
E tu ti accorgi che per quanto hai ragione, per quanto ci sono cose che sono giuste perché è ovvio che lo siano, corrette perché è ovvio che lo siano, non è così scontato che la gente le scelga.
Come una ragazzina insisti per sostenere la tua giusta teoria, in un mondo di adulti che forse ha dimenticato che certe cose sarebbe bene non scordarle mai.
E alzi la tua voce di speranza ma dietro di te non senti quel coro che ti aspettavi.
E gridi ancora più forte, ma dietro di te nemmeno l’eco di un pensiero che rischia di rimanere solo quello di una ragazzina quale sei.
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