Prima la pandina, poi lo schermo nuovo.
La soddisfazione di girare per la città con la macchina dell’azienda, passando le sbarre grazie al mio badge. Ieri il clima era torrido, niente climatizzatore e in città non è proprio divertente...ma volete mettere la scritta sull’auto? Mica una panda bianca qualunque, né! No, no, proprio quella lì, la mitica 70.
Poi oggi, arriva una valigiona con dentro il mio schermo del pc, un 24 pollici, un rettangolone che di più grande finora ho visto solo la tv di mio fratello. E che ridere pensare che qualcuno deve accontentarsi dei due schermi ravvicinati, ah, ah!
Pian pianino anche io mi sento parte di questo nuovo mondo lavorativo, anche se ancora in prestito.
Ci provo con tutta me stessa ad apprezzare anche queste cose, che certo non sono quelle che ti arrotondano la busta paga il 27. Ma almeno ti fanno sorridere un po’, tra responsabilità e ore alla scrivania.
giovedì 21 maggio 2009
sabato 2 maggio 2009
15 scale, per ricominciare
Finalmente ho ripreso un po’ di moto. Sarà che sul lavoro tutti ne parlano, di corse e allenamenti. Sarà che ne sento davvero il bisogno, che forse poi è la cosa più importante.
Non vorrei mai ridurmi ai loro ritmi: in mensa sempre pasta in bianco, carne magrissima e poco pane.
Poi fa niente che condiscono una portata con tanto olio quanto io ne uso per una settimana…
Fa niente se la sera uno la sera si sfoga con aperitivi e alcolici, l’altro non limita le sigarette.
Ma si sa, anche gli “atleti” non sono esenti dalle contraddizioni degli umani.
Quel che dovrei imparare da loro, sicuro, è bere di più, anche se questo comporta lasciare la scrivania ogni 10 minuti.
Sta di fatto che l’altro giorno ho ripreso a far le scale su e giù e qualche peso per i muscoli della braccia, che non ho mai avuto. Tanta voglia di rifarmi il fiato e le gambe, per la route e per essere un po’ più in forma per le situazioni importanti.
Ma soprattutto, sentirsi meglio con me stessa, non sentire il peso dei pasti sullo stomaco a lungo e ritornare a mangiare con meno voracità, che lo stress non aiuta certo a ridurre.
Non vorrei mai ridurmi ai loro ritmi: in mensa sempre pasta in bianco, carne magrissima e poco pane.
Poi fa niente che condiscono una portata con tanto olio quanto io ne uso per una settimana…
Fa niente se la sera uno la sera si sfoga con aperitivi e alcolici, l’altro non limita le sigarette.
Ma si sa, anche gli “atleti” non sono esenti dalle contraddizioni degli umani.
Quel che dovrei imparare da loro, sicuro, è bere di più, anche se questo comporta lasciare la scrivania ogni 10 minuti.
Sta di fatto che l’altro giorno ho ripreso a far le scale su e giù e qualche peso per i muscoli della braccia, che non ho mai avuto. Tanta voglia di rifarmi il fiato e le gambe, per la route e per essere un po’ più in forma per le situazioni importanti.
Ma soprattutto, sentirsi meglio con me stessa, non sentire il peso dei pasti sullo stomaco a lungo e ritornare a mangiare con meno voracità, che lo stress non aiuta certo a ridurre.
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