Mi piacerebbe anche ora, come succede spesso, dire che per fortuna si tratta di una cosa che non ci tocca, ma non è questo il caso. La crisi è sulla bocca di tutti, ed è ovunque. La si respira in casa, nelle chiacchiere tra amici ed anche in un ambiente di lavoro che sembra apparentemente non avere enormi scompensi.
Non siamo quelli che si nascondono dietro un dito, nemmeno che si precipitano in affrettate e scontate conclusioni, vogliamo essere quelli che sanno tenere ben aperti gli occhi nella speranza di cogliere segni positivi.
Così ci crediamo quando potremmo essere quelli che vengono assunti quando i tuoi cari entrano in cassa integrazione, quelli che “c’è bisogno di fermarsi in ufficio un po’ di più” quando altrove si tira a sorte per chi lasciare a casa.
Crediamo in quel che facciamo, e abbiamo al passione e la carica di entusiasmo giusta per affrontare al meglio il nostro incarico, non costringeteci a rimangiarci le parole.
La cosa più giusta che noi tutti adulti possiamo fare è dare fiducia alla saggezza dei ragazzi e delle ragazze e non togliere loro, con la nostra presenza ingombrante, lo spazio per vivere e per maturare. (Tina Anselmi)
domenica 20 dicembre 2009
sabato 5 dicembre 2009
Nella mente, insistente
Mi son resa conto proprio l’altra sera che qualche colpo l’ho perso.
Niente di grave: l’amico Alzheimer, che bussa alle porte di troppa gente a me vicina ormai, è ancora lontano, quantomeno lo si spera. Ma non mi era mai capitato di dimenticare certi compleanni. Quelli per i quali non hai bisogno di consultare l’agenda, quelli di gente che ha bisogno di ricevere i tuoi auguri.
Eppure l’altra sera mi sono accorta che più di uno m’era sfuggito. L’ho notato per caso, consultando il calendario sul cellulare in attesa di uno squillo prima di coricarmi. E anche lì mi sono chiesta: ma da quant’è che non consulto l’agenda sul cellulare?
Non son qui per fare un affare di stato di una cosa così, solo davvero devo dar ragione a chi dice che ci sono certe occasioni che ti impegnano la mente in maniera insistente.
E quando mancano solo 126 giorni, forse è bene che l’evento ti martelli insistentemente in testa.
Niente di grave: l’amico Alzheimer, che bussa alle porte di troppa gente a me vicina ormai, è ancora lontano, quantomeno lo si spera. Ma non mi era mai capitato di dimenticare certi compleanni. Quelli per i quali non hai bisogno di consultare l’agenda, quelli di gente che ha bisogno di ricevere i tuoi auguri.
Eppure l’altra sera mi sono accorta che più di uno m’era sfuggito. L’ho notato per caso, consultando il calendario sul cellulare in attesa di uno squillo prima di coricarmi. E anche lì mi sono chiesta: ma da quant’è che non consulto l’agenda sul cellulare?
Non son qui per fare un affare di stato di una cosa così, solo davvero devo dar ragione a chi dice che ci sono certe occasioni che ti impegnano la mente in maniera insistente.
E quando mancano solo 126 giorni, forse è bene che l’evento ti martelli insistentemente in testa.
Iscriviti a:
Post (Atom)