“non c’è tempo”
quando chiedevo un attimo in più per potermi riprendere dalla visita
“non c’è tempo, signora”
mi ripeteva l’infermiera quando chiedevo di andare in bagno
“non c’è tempo, signora, non c’è tempo”
insisteva l’ostetrica quando le chiedevo se avremmo fatto l’analgesia
E’ sembrata una corsa contro il tempo quell’ora che ha preceduto la nascita del piccolo. Eppure non c’era verso di vederlo nascere prima: in fondo non aveva poi così fretta, lui. Ma chissà poi cosa si è mosso là dentro per scatenare d’improvviso tutta questa fretta.
E lasciati correre i giorni immediatamente dopo il parto, ora riesco a ritornare con la mente a quel giorno, quel gran giorno che mi ha segnato come donna, adulta e educatrice.
Mi sembra di poter sentire ancora quelle voci che mi dicevano, incitavano, aiutavano, ricordo mio marito e la sua costante presenza, sento il primo pianto e ripenso alla mia prima carezza di quell’esserino che era nato pochi secondi prima da me e che sembrava già la copia spiaccicata dell’uomo che amo. Era proprio il nostro, il nostro piccolo scalpitante cuccioletto.
Finalmente era venuto quel tempo, il giorno che tanto aspettavo e che un po’ mi spaventava raggiungere in quei giorni di attesa.
Scusate…non c’è più tempo ora. Piange e mi cerca…non c’è tempo.
sabato 16 aprile 2011
mercoledì 13 aprile 2011
41+3
“Forse ci voleva una gravidanza a farmi capire che i tempi non possono sempre essere quelli che vorrei io, che le mattine non sempre son cariche di mestieri da fare e i pomeriggi rischiano di essere più monotoni e ripetitivi di quanto ci si aspetterebbe.
Una gravidanza che ha avuto nove mesi di gloria ed ora prosegue con alcuni giorni di affanno.”
Proseguo queste righe scrivendo, ormai, a posteriori ma ben ricordando come mi sentivo in quei giorni.
Otto e mezzo di mattina io mi sveglio colazione e cappuccino
e due paste con la crema belle calde per favore caro Gino,
che mi dici stamattina come gira quest’Italia come gira,
vedo un grande movimento ma di palle soprattutto il giramento
Ed ora, in veste e contesto completamente differenti, son qui a riguardare le uniche pareti che in quei giorni potevo abitare; son qui a rivivere in quelle pareti, sicuramente e totalmente ancora per qualche giorno, e ad apprezzarle per non essere più lì sul divano a cercare di apprezzare tutte quelle ore libere da impegni.
Ora il ronzio della tv vista davanti al divano non è così insopportabile, nemmeno se il palinsesto è quello che è, la colazione la mattina ha più sapore, anche se lo zucchero in tazza non è aumentato.
Una gravidanza che ha avuto nove mesi di gloria ed ora prosegue con alcuni giorni di affanno.”
Proseguo queste righe scrivendo, ormai, a posteriori ma ben ricordando come mi sentivo in quei giorni.
Otto e mezzo di mattina io mi sveglio colazione e cappuccino
e due paste con la crema belle calde per favore caro Gino,
che mi dici stamattina come gira quest’Italia come gira,
vedo un grande movimento ma di palle soprattutto il giramento
Ed ora, in veste e contesto completamente differenti, son qui a riguardare le uniche pareti che in quei giorni potevo abitare; son qui a rivivere in quelle pareti, sicuramente e totalmente ancora per qualche giorno, e ad apprezzarle per non essere più lì sul divano a cercare di apprezzare tutte quelle ore libere da impegni.
Ora il ronzio della tv vista davanti al divano non è così insopportabile, nemmeno se il palinsesto è quello che è, la colazione la mattina ha più sapore, anche se lo zucchero in tazza non è aumentato.
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