Piccoli già grandi

lunedì 23 novembre 2009 |

Sull’ondata del precedente intervento, ancora mi fermo a pensare a questo tempo che scandisce la nostra vita, che ci interroga sui nostri modi e sembra chiederci sempre più, ogni secondo che passa.

Siamo dei, dei santi
Siamo noi
Siamo piccoli già stanchi

Così mi trovo a disturbare gli istanti di meditazione di una delle mie “perle”, quegli istanti di deserto che hanno bisogno di essere interrotti. Perché spesso le situazioni che si incontrano sono troppo pesanti anche per uno spirito adolescente e non chiedono altro che di essere alleggerite.

Siamo pronti a farci male
Per difendere un’idea
Forse abbiamo un po’ paura
ma non molliamo mai.

Quanta forza in lui, in loro, quanta fragilità e quanta tempra nello stesso corpo!
Vorrei a volte avere risposte meno banali, avere soluzioni così calzanti e di sicura efficacia, che nessun incredulo potrebbe equivocare.

Siamo quello che ci dice la TV
Siamo quelli che non ci parliamo più
Siamo noi il futuro
Siamo i vostri sbagli

Cresce la voglia di autonomia ma in certe situazioni non si vorrebbe averne così tanta, si vorrebbe che qualcuno decidesse per noi. E non per mancanza di coraggio, ma perché sembra tutto così pesante. E quando ti senti il solo a portare il mondo sulle spalle, non puoi credere di farcela.
Trova la tua valvola di sfogo, sempre.
Allora anche il tempo che ti trovi a vivere sembrerà più simile a quello di tanti altri e il mondo quasi più leggero di quello di alcune route.

Siamo noi

Siamo piccoli già grandi

Se non l’hai imparato ora…

sabato 31 ottobre 2009 |

Mi capita spesso di dirlo, ultimamente. Ma non per presunzione di sapere di più di certe cose, quanto perché mi sorprendo sempre di come poco si possa apprendere, di quelle regole non scritte ma quasi scontate, se nessuno almeno una volta in tenera età te le ha dette.
Ormai è tardi.
Non mettiamo limite all’età di apprendimento, ma già a 20 anni siamo portati a credere e a far credere di aver incamerato, nella nostra testolina, a sufficienza per i nostri gusti. E così la gente si fa riguardo a dirti cosa dovresti e cosa potresti: e nemmeno tu sei tanto agile da vedere oltre il mondo fin qui conosciuto.

Come si fa a non vedere che in parte a te c’è qualcuno che ha 5 volte i tuoi anni e che sta faticando mentre tu riempi la stanza solo e unicamente di suoni?
Come si fa a non vedere che se ti interrompessi un attimo con le tue chiacchiere qualcuno potrebbe intervenire e dire la sua?
Ma porco cane!

Il nostro solo e unico IO stanca. Spesso stanca.

Si impara da piccoli a diventare grandi

Solo una ragazzina

giovedì 15 ottobre 2009 |

Anche nel mondo del lavoro, scegliere di dire la verità, impegnarsi per fare il meglio. Non solo per ottenere lo stipendio a fine mese.
Ho sempre creduto che fosse giusto così, fosse la strada più dritta e la sola possibile.

Slam!

Cosa di più ovvio che perseguire la giustizia, agire con coerenza e parlare con sincerità, anche nel mondo del lavoro?

Slam!

Un altro schiaffo morale,
un’altra porta che ti si sbatte sul naso.

E tu ti accorgi che per quanto hai ragione, per quanto ci sono cose che sono giuste perché è ovvio che lo siano, corrette perché è ovvio che lo siano, non è così scontato che la gente le scelga.
Come una ragazzina insisti per sostenere la tua giusta teoria, in un mondo di adulti che forse ha dimenticato che certe cose sarebbe bene non scordarle mai.
E alzi la tua voce di speranza ma dietro di te non senti quel coro che ti aspettavi.
E gridi ancora più forte, ma dietro di te nemmeno l’eco di un pensiero che rischia di rimanere solo quello di una ragazzina quale sei.

Grow up

sabato 19 settembre 2009 |

Sedersi allo stesso tavolo, dalla stessa parte di quel profe
che fino a pochi mesi ti dava i voti sul libretto…
Salire le scale dell’uni e salutare amici impegnati nello studio,
mentre tu sfoggi una cartelletta di un progetto europeo…

Oggi ho ripreso l’autobus che sarebbe dovuto essere il mio qualche anno fa. Pieno zeppo di liceali, o presunti tali, alle prese con i loro primi giorni di scuola, con le prime preoccupazioni per l’anno, gli zaini nuovi e le facce di sempre.
Immersa in una lettura ‘da grande’, ascoltavo con piacere le chiacchiere di chi ingannava il tempo del viaggio mascherando agitazione e adrenalina in corpo.
La discesa dall’autobus mi ha portato ancora una volta ad attraversare di massa il semaforo, rigorosamente rosso.

Quel che ne è seguito non è stato altro che lavoro, immerso per quella mattina nel mio mondo di 10 anni fa.
Avrei voluto dire che tante cose erano ancora uguali, tante cose ma non me.

Il cielo con un dito

mercoledì 26 agosto 2009 |

e allora sai che c'è
c'è che c'è, c'è che prendo un treno
che va a paradiso città
e vi saluto a tutti e salto su

Quando ti sembra che il lavoro ti stia chiedendo più ore di quelle che un giorno possa darti, anche un solo fine settimana sulla regina delle nevi e dintorni ti sembra un vero toccasana.
Tocchi il cielo con un dito lassù e stavolta non è solo un modo di dire. Lo spettacolo che ti viene offerto è un qualcosa che nemmeno 200 foto possono trasmetterti.

È la Marmolada, la regina delle nevi.

Ti aiuta a staccare da tutto così rapidamente e a guardare su.
Sei già su ma cerchi ancora di salire di più: toccare il cielo con un dito, una mano, tutta te stessa.
C’è un qualcosa di sovraumano nelle cose. E lassù non puoi non accorgertene.

Io comprendo che sia possibile ad un uomo guardare la terra ed essere ateo,

ma non comprendo come si possano levare gli occhi al cielo
e dire che non c’è un Dio
Abraham Lincoln

A presto, nè

giovedì 6 agosto 2009 |

Sarà la pigrizia, la mancanza di interesse o che altro?
Di certo non è perché manca il tempo perché, chissà com’è, son sempre quelli più impegnati che sanno ‘farsi vivi’ con le persone a cui tengono. A volte è davvero difficile, ma penso che un colpo di telefono o un sms (ultima spiaggia) siano alla portata di tutti, sempre.
Passi anche la mail…
Poi, fatto il passo, succede pure che le risposte sono peggio di quanto ti aspetti.
Sempre il solito e generico ‘come va, tutto bene’. E ‘a presto’ che mette un po’ a tacere tutto fino al prossimo passo avanti…non tuo.

.....Come va? Tutto bene?

Fortuna che non tutti son così.
Fortuna che, anche se sembra che quando ti vogliano deludere decidano di farlo tutti insieme, poi qualcuno dal gruppo riesce sempre a distinguersi.

...Cm va? Tt ben?

Perché una telefonata di qualcuno che non senti da un lustro e del quale ti sei sempre chiesta che fine ha fatto ti sa dare il sorriso davvero per tanto tempo.

Comunque sì, va bene. Tutto bene.

Piedi a strisce

domenica 26 luglio 2009 |

L’abbronzatura non è mai stata la mia priorità. Tuttora mi sembra stupido, nonché dannoso, fare le lampade durante l’anno o pure prima dei 15 giorni di mare. Poi la mia pelle è quella che è: rovinata già per mille motivi non mi darà mai un’abbronzatura uniforme, mai un colore cioccolato che, tra le altre cose, credo non mi piacerebbe nemmeno così tanto.

Ma i piedi bianchi no, però!
Quel poco di sole, preso mentre raggiungevo l’università o restavo fuori in giardino a studiare mi dava quel colorino beige che escludeva categoricamente i piedi: bianchi bianchi. E non c’era verso di dargli un po’ di tono, manco se li avessi messi per mesi al sole cocente.

Ma da quest’anno si cambia: piedi a strisce, signori!

Sandali, sempre e solo sandali per quasi 500 km di bici e…voilà!

Collezione estate 2009.