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lunedì 30 maggio 2011

Sempre amici 2

Sempre su quell’onda…ma stavolta un po’ polemici

Coltivare le amicizie e poi scoprire che chi non ne coltiva ne ha più di te.
Non è questione di quantità, è vero. Ma a volte ti chiedi come mai funziona che se ti interessi, se crei situazioni e occasioni, alla prima svolta si dimenticano di te. Forse che sei donna? E le donne, si sa, non sono come gli uomini: pane al pane e vino al vino, ma basta poco per un bel pane e vino insieme.
Tu invece sembra debba sempre rimboccarti le maniche per rendere almeno quanto lui. E poi non basta mai.

In momenti di lucidità ti rendi conto che non ha senso quando si ha a che fare con gente così, te lo sei detta tante volte; e allora perché prendersela?
Ma perché non prendersela, dico io!
A volte ne faccio una questione di principio, ma che c’è di male a tirare in ballo i propri principi? Porca vacca quanto mi dà fastidio!
Ma si può essere così? Non avrò sempre torto io, vero?

giovedì 19 maggio 2011

Sempre amici

Si può essere amici per sempre,
anche quando le vite ci cambiano,
ci separano e ci oppongono.

Si dicono sempre tante cose sugli amici, oggi ne voglio aggiungere una anch’io alla lista, magari due.
Gli amici sono quelli che non si dimenticano di te semplicemente perché le vostre strade si dividono; sono quelli che non si fanno scrupoli a disturbare con domande che potrebbero sembrare inopportune, perché sanno che l’amicizia non è mai inopportuna.
Lo dico a quelli che hanno avuto il coraggio di ritenermi inopportuna solo perché mi preoccupavo per loro, a quelli che ancora oggi credono di disturbarmi, di invadere troppo: tutte balle, signori! Balle per nascondere di avere paura di avere amici.
L’amico non è quello che ha paura di darti fastidio se, essendo di strada, passa a salutarti senza avvisare. L’amico è quello che non ha bisogno di avere per forza un motivo per venirti a trovare.


Si brinda con una birra o anche niente, che importa!

L’amico è quello che è felice per te e te lo dimostra non lasciandoti solo, anche se la tua vita è tutt’altro che solitudine.

Puoi alzare barriere, litigare con dio,
cambiare famiglia e città,
strappare anche foto e radici,
ma tra amici
non c'è mai un addio.

domenica 8 maggio 2011

Auguri a me

A scuola ho imparato tantissime cose,
alcune simpatiche, altre curiose;
ma l’amore e la vita a chi è alto una spanna
lo puoi insegnare solo tu mamma!

Auguri a me, per la prima volta in questo giorno speciale, mentre tengo tra le braccia un piccolino che è nostro ma che ancora non mi rendo conto a pieno di essere davvero una mamma.

domenica 1 maggio 2011

Vita piena di vita

Voglio vivere una vita pienamente vissuta – ha esordito così uno di noi presentando il suo progetto per quest’anno.

Voglio vivere una vita pienamente vissuta, non aspettando di fare mille progetti interessanti solo quando ne avrò il tempo, perché non è aspettando il tempo che quello ti si libera. Voglio credere di avere molte cose da progettare, disfare, creare e ripensare, più di quanto tempo possa avere a disposizione per farle tutte.
Non è il pessimismo di chi pensa sempre di vivere troppo poco, signori miei, è la voglia di credere che i pensieri della mia mente e l’impeto del mio cuore siano più attivi di quanto il tempo mi voglia dimostrare la sua bravura di correre.
Non credo che ci sarà un mio scritto che mi solleverà ai livelli del sommo Dante, non una teoria che sconvolgerà il modo di pensare del mondo intero, …
Vivo sperando di lasciare una traccia anche se so che sarà più veloce il vento a spazzarla via di quanto non si possa immaginare.
E ancora di più ora ho voglia di vivere a pieno per trasmettere questa voglia a quel piccolo che mangia, dorme e sogna e ancora non sa cosa lo aspetta.

lunedì 14 marzo 2011

Open your window

Il mondo oggi è pieno di cose
che si muovono e mutano continuamente,
partendo ogni giorno
verso qualche avvenire.

(Claudio Marabini)

Finalmente il sole! E ieri ho fatto due passi qui attorno, giusto il tempo di prendere un po’ di freddo ma sgranchire le gambe, in attesa di una vera camminata: un sacco di case belle, mai c’avevo fatto caso! Villette con dei signor-giardini, posticini che danno l’idea di contenere stanzette davvero carine e ben arredate.
E ai campanelli tanti nomi. Ma ho avuto l’impressione di non conoscerne granché.

Sono i nomi di quali volti e quali famiglie?

La nostra posizione qui è davvero molto bella – beh, a me piace – e quando c’è il sole fa tutto un altro effetto. Ma forse non è lo stesso effetto che colpisce la gente, quella che rimane dentro la sua villetta e non vedi nemmeno quando c’è la bella stagione e si può star fuori con una fetta di buona anguria. Se fossero solo case, e non villette, magari vedremmo qualche faccetta in più fuori, a condividere quel pezzo di mondo che è di tutti.
Ci chiudiamo nel nostro bell’appartamento, che riempiamo come se dovesse contenere tutto l’oro del mondo, e fuori? E fuori rischiamo che non ci resti niente, perché crediamo che il nostro niente sia tutto ciò che non è in casa.
Così assistiamo allo scempio di case che ospitano anche umidità: evitate che il vostro bagno vi chieda se sia troppo per voi aprire la sua finestra almeno dopo ogni doccia.
Non voglio vergognarmi di avere ancora stanze abbozzate in casa, se la mia finestra riesce ad essere spalancata qualche volta in più.

E se il mondo è pieno di cose che mutano continuamente, possiamo forse noi perderci questo spettacolo?

domenica 23 gennaio 2011

Cose di case

È un periodo di sistemazioni questo. Di acquisti, di affitti, di traslochi, di investimenti. E, forse, in un tempo così, si vuole innestare una dose di speranza e di “lo si puoi fare” a tutti: come una sberla in faccia a questo mondo che, giorno dopo giorno, inneggia al contrario.
Sorrido per amici che hanno trovato una buona sistemazione e strizzo l’occhio a chi sta per raggiungere la sua.
Poi capita che ci si soffermi spesso e volentieri a fare tante considerazioni sulle proprie scelte casalinghe, come un naturale confronto e una condivisione serena su ciò che siamo e che stiamo costruendo … mattone su mattone.

Ho tante, tante cose, tantissimo da fare;
ho tutto il giorno pieno, ho anche da studiare!
Ma in fondo, in fondo al cuore, non ti scordare che:
Mattone su mattone
viene su la grande casa.

lunedì 10 gennaio 2011

Tamburino

Alla scrivania con meno carica e qualche pensiero in più, che di certo non è legato al ridimensionamento tanto temuto e tanto sospirato da qualcuno. Chissà per quanto ancora mi si vedrà scattare (avete mai visto che scatti che fa Dumbo?) su e giù dalle scale, fuori e dentro l’ufficio…chissà!
Ma il mio compagno di viaggio da oggi mi ha fatto un regalo: quando cominciavo a chiedermi se era tutto qui quel che potevo sentire, ha iniziato a tamburellare a più non posso.
Così ho smesso di pensare che nel mio cibo ci fosse dello strano sonnifero che lo rilassasse in qualche insolito modo, piuttosto che avesse troppo poco spazio pure per dare qualche colpetto.

Mi chiedo perché punti sempre sulla destra e perché a volte sembra prenda la rincorsa per colpire ma, che importa, c’è e si fa sentire.

“Suono il tamburo

spiegò il coniglietto a Bambi
per questo mi chiamano Tamburino!”

venerdì 24 dicembre 2010

È logico, no?

Ciò che è logico per te, non lo è per altri. Ciò che per te dev’esser fatto con logica, non è detto che la logica sia l’ingrediente indispensabile per farlo.
Così gli scontri, le questioni che non trovano compromesso, le pretese che non sono condivise, i fini che non sono uguali per tutti.

Ricordando il buon Aristotele, uomo di logica e intuizione notevoli:
1. Tutti gli uomini sono mortali;
2. Socrate è uomo;
3. dunque Socrate è mortale.


È la bellezza del mondo umano, vario e complicato allo stesso tempo, che ha bisogno solo di una cosa: capire che non siamo tutti uguali e che non tutti arriviamo al traguardo allo stesso modo.

lunedì 30 agosto 2010

Vacanza a fagiolo

Vacanza a fagiolo, qualcuno ha scritto prima di me.
Come dargli torto!

Così con ieri si conclude una settimana di vacanza, di montagna, di tempo con amici (che si spera di non essersi inimicati). Ancora una volta insieme, ancora una volta, nonostante i tempi cambino, di acqua sotto i ponti ne è passata a fiumi e, si sa, non si è più quelli di qualche anno fa.

Giornate strane e davvero sorprendenti ma ugualmente da ricordare.

Cambiano gli equilibri, cambiano i programmi ma ancora una volta “quattro cuori e due capanne”.

giovedì 5 agosto 2010

Come una volta

Certe tradizioni non tramontano mai.
E per certi giochi si spera di non essere mai troppo grandi.

Così al ritorno da un campo piuttosto impegnativo, si ripresenta quel fogliettino minaccioso e così simpatico che ti carica di fanciullezza.
Una caccia al tesoro così lunga non la ricordavo, ancora più bella se, stavolta, fatta in coppia. Un’occasione per far conoscere quanto singolari e contorti possiamo essere NOI, se ci impegniamo.
Due serate di ricerca, qualche ora di curiosità, sorpresa del pubblico spesso presente e infine il regalo.
Regalo di per sé è già la ricerca, i foglietti che ad uno ad uno si trovano. Regalo è pensare al tempo, solitamente doppio o triplo del gioco, che qualcuno ha impiegato per te.
Appassionarsi sempre, stufarsi mai.

E continuare a non sentirsi mai troppo grandi per giocare.

sabato 5 giugno 2010

Singolari

Ogni evento ha il suo perché, ogni azione ha il suo come e quando.
È davvero bello poter essere ospite, spettatore attivo o mero osservatore. Ciò che l’occhio deve apprezzare è l’evento in sé e come i protagonisti lo rendono loro.
Così anche ieri, tra giovani festanti e meno giovani impazziti, ho vissuto un passo importante di due amici che, come noi, hanno voluto vivere da protagonisti.

I vestiti, i colori, i ritmi, i gusti.

Niente ha sapore se i protagonisti non lo sentono loro. Il risultato sta nella preparazione: la buona riuscita sta nell’inizio di tutto.

A noi, a voi che partite, a voi altri che partirete e a chi è già partito, l’augurio di rendere il cammino comune a tanti così speciale e singolare.

The books begins it's story,

it tells of power,
the promises of freedom,
and of all religions love and
ways of life and how to...

sabato 6 febbraio 2010

Solo un biglietto...

...o forse molto di più!

Le partecipazioni, le nostre partecipazioni.
Ancora mi suona così strano, vedere i nostri nomi lì, come in bacheca del comune, piuttosto che sulla porta della chiesa.
Stavolta tocca a noi. Ma non voglio soffermarmi su quello, non son tipo (non lo faccio apposta, “è che mi disegnano così” qualcuno direbbe).

Ma non mi sarei mai aspettata di vedere la sorpresa proprio di quei colleghi, che dietro il loro tavolo da ufficio sembrano così freddi e seri.
La notizia è una sorpresa per tanti, la voce già circolava nell’aria. Ma vedere il biglietto far loro sembrare che non è più solo una battuta, per loro.
Sono pronta a due mesi di battute e scherzi simpatici dai colleghi, di richieste di vederLO e domande curiose quanto inopportune a volte.
Ma sembra che loro mi vogliano bene anche così.

Una busta, sembra solo una busta. Ma è molto di più.

lunedì 23 novembre 2009

Piccoli già grandi

Sull’ondata del precedente intervento, ancora mi fermo a pensare a questo tempo che scandisce la nostra vita, che ci interroga sui nostri modi e sembra chiederci sempre più, ogni secondo che passa.

Siamo dei, dei santi
Siamo noi
Siamo piccoli già stanchi

Così mi trovo a disturbare gli istanti di meditazione di una delle mie “perle”, quegli istanti di deserto che hanno bisogno di essere interrotti. Perché spesso le situazioni che si incontrano sono troppo pesanti anche per uno spirito adolescente e non chiedono altro che di essere alleggerite.

Siamo pronti a farci male
Per difendere un’idea
Forse abbiamo un po’ paura
ma non molliamo mai.

Quanta forza in lui, in loro, quanta fragilità e quanta tempra nello stesso corpo!
Vorrei a volte avere risposte meno banali, avere soluzioni così calzanti e di sicura efficacia, che nessun incredulo potrebbe equivocare.

Siamo quello che ci dice la TV
Siamo quelli che non ci parliamo più
Siamo noi il futuro
Siamo i vostri sbagli

Cresce la voglia di autonomia ma in certe situazioni non si vorrebbe averne così tanta, si vorrebbe che qualcuno decidesse per noi. E non per mancanza di coraggio, ma perché sembra tutto così pesante. E quando ti senti il solo a portare il mondo sulle spalle, non puoi credere di farcela.
Trova la tua valvola di sfogo, sempre.
Allora anche il tempo che ti trovi a vivere sembrerà più simile a quello di tanti altri e il mondo quasi più leggero di quello di alcune route.

Siamo noi

Siamo piccoli già grandi

giovedì 6 agosto 2009

A presto, nè

Sarà la pigrizia, la mancanza di interesse o che altro?
Di certo non è perché manca il tempo perché, chissà com’è, son sempre quelli più impegnati che sanno ‘farsi vivi’ con le persone a cui tengono. A volte è davvero difficile, ma penso che un colpo di telefono o un sms (ultima spiaggia) siano alla portata di tutti, sempre.
Passi anche la mail…
Poi, fatto il passo, succede pure che le risposte sono peggio di quanto ti aspetti.
Sempre il solito e generico ‘come va, tutto bene’. E ‘a presto’ che mette un po’ a tacere tutto fino al prossimo passo avanti…non tuo.

.....Come va? Tutto bene?

Fortuna che non tutti son così.
Fortuna che, anche se sembra che quando ti vogliano deludere decidano di farlo tutti insieme, poi qualcuno dal gruppo riesce sempre a distinguersi.

...Cm va? Tt ben?

Perché una telefonata di qualcuno che non senti da un lustro e del quale ti sei sempre chiesta che fine ha fatto ti sa dare il sorriso davvero per tanto tempo.

Comunque sì, va bene. Tutto bene.

mercoledì 15 aprile 2009

Addio

Ci avevi abituati bene. Una chiacchierata, quantomeno settimanale, su tutto un po’. Discorsi che si facevano sempre più brevi e pacati negli ultimi tempi, ma che lasciavano in ogni caso pillole di saggezza. Tu eri così, spaziavi dalla scuola alla politica, dalla fede ai nostri interessi.

(…) carichi di eventi, pieni di energia. La realtà assecondava il nostro desiderio di prender di petto la vita. (Tina Anselmi)

Se ci fosse il buon B.P. qui ora mi ricorderebbe che davvero hai trovato la strada verso il successo, l’hai perseguita e hai avuto il tempo di lasciare una traccia.


A noi sono state date braccia, gambe, un intelletto e delle aspirazioni che devono renderci attivi; ed è l’attività più che l’attesa passiva, che vale nel raggiungere la vera felicità. (B.P.)

Troppe parole spese e pochi fatti non ti piacerebbero nemmeno ora.
Concedimi un solo “mi mancherai”

domenica 1 febbraio 2009

It’s raining men

It's Raining Men! Hallelujah!
It's Raining Men! Every Specimen!
Tall, blonde, dark and lean
Rough and tough and strong and mean

Ringrazio le Weather Girls dalle quali ho preso in prestito questa canzone.
It’s raining men…ma davvero succede?
Ultimamente sembra un po’ la mia situazione, quella di essere circondata da uomini. Non spasimanti, s’intende, quelli mica ne ho avuti mai a frotte (ma non mi posso lamentare di certo!).
Il luogo di lavoro è prettamente maschile: un lavoro che nasce per uomini e che non disdegna la presenza di donne, che non raggiungeranno però mai la maggioranza. Mi guardo in giro e nelle riunioni di lavoro son l’unica donna, così come in ufficio, in mensa e nelle poche occasioni che ci concediamo un caffé al bancone del bar.
I miei ragazzi di clan sono per la maggior parte maschi e pure quelli di catechismo di qualche anno fa. L'università mi ha lasciato soprendentemente qualche amico, una sola donna. Se non fosse per la ritrovata amicizia, di cui ora non potrei fare a meno, anche i migliori amici e confidenti son sempre stati solo uomini.

Non mi pesa tutto questo, lo trovo curioso: son le coincidenze della vita.
It’s raining men, alleluia!

sabato 20 dicembre 2008

Quelli dei pantaloncini corti

Le mie prime ferie, la mia prima richiesta di qualche giorno di permesso per assentarmi dal lavoro.
È andato più liscio del previsto. Una richiesta indolore, come non saranno le prossime, temo (mannò, son la prima a non crederlo).
Non che avessi un’estrema necessità di staccare dal lavoro: dopotutto ho appena iniziato. Ma semplicemente da quei due giorni di permesso dipendeva la mia partecipazione al campo, nonché l’occasione di visitare un altro posto in cui non ero mai stata.
E, piacevolmente, quella chiacchierata è stata anche un’occasione per tenere alta la bandiera delle cose che vivo perché ci credo fortemente: raccontare dello scoutismo a chi ci vede solo come “quelli con i pantaloncini corti, che fanno costruzioni che poi smontano dopo qualche giorno” non ha prezzo!

Inizia così la mia voglia di farmi conoscere anche qui per quello in cui credo e per ciò che vivo.

It can't be too hard

I keep telling myself
while the ground's missing
what's coming after?

lunedì 24 novembre 2008

Gioie e dolori

- braccio rotto a settembre: due settimane di puro relax trasformate in giorni da crocerossina;
- rottura femore: compleanno in pronto soccorso;
- infarto: ultimo dell’anno in ospedale
- ricovero: tesi senza nonno, pranzo pure

Tempo di vacanze, tempo di malori.
Per carità, non volevo augurarveli. Solo mettere per iscritto quel che puntualmente accade a intervalli regolari: quelli delle vacanze e dei momenti “belli”.
Come se il mondo dei “non più giovani” si mettesse d’accordo per far succedere tutto in quelle occasioni. Poverini, mica lo sanno loro e sono i primi che se ne dispiacciono: per questo non son qui per puntar loro il dito contro.

Ma ora succede che troppo spesso accadono queste cose e in un certo senso, quando sai che quello dovrebbe essere il momento per tirare un po’ il fiato, non ti senti autorizzata a farlo, per scongiurare che non succeda qualcosa di spiacevole.
Così il momento di gioia si vela sempre di un po’ di preoccupazione per chi lotta con incidenti di percorso.

Cure me

I just need to be touched
by silence and noise
you cure me just with time

Un respiro profondo e un po’ di voglia di impiegare il tempo in maniera diversa dai piani.

mercoledì 29 ottobre 2008

Spalle al muro

Ognuno è unico nel suo genere, ha le sue peculiarità e i suoi ritmi. E sulla base di questi costruisce la sua persona e la sua vita, pure. E c’aveva ragione il buon Appio Claudio Cieco quando diceva che ogni uomo è artefice del suo destino (alla faccia degli umanisti…io questa citazione sulla pagina del mio libro di latino la ricordo ancora!).

Ma che fare quando cose tue stanno nelle mani di altri?

Per un qualche motivo trovi sempre sulla tua strada la sig. burocrazia che come un bradipo sembra non darti mai soddisfazione di sapere una cosa per tempo. Sembra che si diverta a tenerti sulle spine fino all’ultimo.
E così capita che vivi intere giornate in cui non puoi far niente perché tutte le vie ti vengono bloccate. Poi, quando si muovono anche i burocrati – che in realtà non sono altro che funzionari pagati per fare il loro lavoro e non per starsene allo sportello a rispondere “il nulla” – ti accorgi che di tempo ne è rimasto davvero poco e le corse toccano sempre a te.

Ma, signori burocrati, non vi sentite mai in colpa?
Non vi si chiede la luna, vi basterebbe così poco…

basta poco

per essere intolleranti
basta poco
basta esser solo un po' ignoranti
basta poco

mercoledì 1 ottobre 2008

Per lei, son speciale io

Lei pensa che in fondo sia dolce
però all'occorrenza so anche esser forte
per lei son speciale io

Questo giorno sarebbe arrivato, sì, ne ero certa, ma non sapevo quando né come. Ma sarebbe arrivato.
Tanti non hanno la fortuna di vedere quel che io posso di te, quella forza che nascondi. Non molli mai.

E non gliene frega niente, anche se sa perfettamente
che io non sarò mai un santo o giù di lì

Non è il voto, non è la materia, non è il livello che raggiungi che fan di te uno al pari o più degli altri. Non è il voto, non è la materia che ti renderanno qualcuno ai miei occhi.
La passione e il modo in cui dici le cose, come hai tenuto testa in quell’aula. Io sapevo che avresti fatto stato così, altri lo sospettavano, alcuni ne hanno avuto la conferma, proprio ieri.

Per lei, io riesco a esser grande
anche quando mi perdo tra le mie domande
per lei son speciale io

Anche quando ti perdi tra domande che ti fan dubitare di esserlo, te lo ribadisco…

Per lei son speciale io.